La vita umana è cambiata profondamente dalla preistoria a oggi, e il corpo ha dovuto adattarsi a ritmi e ambienti completamente nuovi.
Siamo passati dalle caverne ai grattacieli, dalla caccia e dalla raccolta di cibo, che richiedevano grandi energie, ai supermercati, dove si trova quasi tutto senza fatica, pagando con il telefono alla cassa.
Siamo passati dalla sveglia alle quattro del mattino per andare a caccia o a coltivare, a notti che finiscono alle quattro del mattino, di ritorno da una serata con gli amici.
Il riscaldamento climatico ci sta abituando a un clima rovente e siccitoso. Le guerre le combattono i robot e le campagne le coltivano i robot.
È tutto diverso, tranne il nostro sentire: profondo oggi come ai tempi dei grandi autori, da Saffo a Omero, da Orazio a Simenon.
Siamo rimasti umani perché abbiamo conservato l'empatia, la capacità di condividere gioia e dolore, il pensiero filosofico e quello quotidiano delle small things.
Anche il nostro rapporto con il tempo sul pianeta è cambiato. Un tempo la mortalità neonatale era a due cifre; oggi un parto che non va bene viene verificato, studiato e finisce sui giornali.
La speranza di vita è passata da circa 40 anni a 83,4 anni (dato ISTAT, 2024). Questo apre nuovi scenari per la convivenza sociale.
Come viviamo questa estensione della vita? Aumentano i centenari e cresce il numero degli “oldest-old”, gli ultranovantenni che hanno bisogno di attenzioni e cure capaci di tenere conto di fragilità spesso intrecciate tra loro.
Questo tempo in più porta problemi di salute e sociali che prima non esistevano, ma porta anche la gioia di vedere crescere i pronipoti, che sempre più spesso diventano i paladini della nostra vecchiaia.
La medicina ha fatto passi da gigante: oggi si curano molte patologie che un tempo erano considerate letali.
Anche la medicina naturale si è evoluta: dalle “streghe”, donne che curavano con erbe e infusi, agli speziali che coltivavano i propri orti officinali, fino ai farmacisti naturopati, che hanno studiato migliaia di piante per affiancare le terapie naturali alla medicina tradizionale, con attenzione e precisione.
Essere naturopati oggi significa conoscere le basi farmacologiche e restare aggiornati sulle novità scientifiche.
Il naturopata deve avere anche capacità di ascolto, per entrare in profondità nel disturbo e prendersene cura senza compromettere l'equilibrio del resto del corpo, in sinergia con le terapie tradizionali.
Confrontarsi con il farmacista naturopata aiuta a mettere ordine tra terapie, integratori e abitudini, sempre in accordo con il medico curante.
Affidarsi a noi significa mettere a disposizione i nostri studi per raggiungere un benessere profondo, quello che arriva quando corpo e mente sono in sintonia con sé stessi e con il mondo che ci circonda.
Longevità. Siamo ancora lontani da un elisir di lunga vita, ma oggi cerchiamo di allungare gli anni vissuti senza fastidi e patologie invalidanti. Ci muoviamo in un campo in cui microbioma, sirtuine, mitocondri, metabolomica, telomeri e glicazione si intrecciano sempre di più. Il percorso è lungo e difficile, ma possibile, e in prospettiva probabile, in un futuro prossimo.